La Storia



Alle pendici del Vesuvio nasce Scafati, attraversata dal fiume Sarno che divide in due parti il centro abitato. Il toponimo Scafati deriva dal latino Scapha, che vuol dire "battello fluviale". Infatti ci si spostava nel fiume Sarno attraverso delle mini-gondole, chiamati successivamente Iontri. Proprio per questo motivo, un tempo l'abitato era indicato col nome di "Piccola Venezia.

STORIA
L'insediamento umano di Scafati risale alla preistoria, infatti le prime popolazioni si stabilirono sul fiume Sarno. L'economia, basata sull'agricoltura, fu favorita da Napoli, che scelse i territori di Scafati per la coltivazione, e da Roma, che aveva conquistato la confinante Nocera. Tale situazione fu però interrotta dall'eruzione del Vesuvio del 79, che distrusse tutta la zona circostante alterando la fertilità dei terreni. Solo pochi cittadini riuscirono infatti a salvarsi e a rifarsi una vita. Quando l'economia di Scafati ricominciò il duca Arechi cercò di entrarne in possesso e nel 601 ci riuscì, ma già nel 652 il territorio passò nelle mani del Ducato di Napoli. Nell'848 divenne proprietà della Valle del Sarno per poi passare ai Filangieri, vi fu un'alternanza tra questi ultimi e il dominio regio degli Angioini. Nel 1284 Carlo II d'Angiò concesse il comune all'Abbazia di Realvalle che lo tenne fino al 1355 quando fu donato a Niccolò Acciaiuli. Dal 1532 vi fu un'intensa rinascita economica che vide come protagonista la stessa Scafati, molti uomini si insediarono presso il fiume Sarno, ed è infatti questo il periodo in cui la città ha avuto la sua massima espansione territoriale. Tra il 1647 e il 1648 Scafati fu lo scenario delle sanguinose guerre condotte da Masaniello per la libertà popolare. Durante il Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II fece di scafati un'importante tesseria e armeria e inoltre, fece costruire la prima ferrovia in Italia che partiva da Napoli e Portici e passava per Scafati. Nel 1953, infine, fu protagonista delle guerre del 28 settembre e fu finalmente liberata dai tedeschi.


COSA VEDERE
Tra i luoghi d'interesse è sicuramente noto il seicentesco Santuario di Maria SS. Incoronata dei Bagni, composto da tre navate e da una facciata in barocco napoletano, lo stile interno lascia intravedere alcuni tratti del Settecento, tra le tante decorazioni spicca il magnifico quadro di Simone Villani rappresentante la madonna dei bagni. La tradizione vuole che la fonte del santuario, nella notte della festa, sia adornata con dei fiori, pronta ad accogliere l'angelo che benedirà l'acqua guaritrice. Oggi la fonte non è più balneabile. Un altro importantissimo edificio religioso è sicuramente la rinascimentale Chiesa della Madonna delle Grazie, con una struttura a croce latina ha un'unica navata con una cupola bassa sul transetto; nell'area del presbiterio abbiamo il trono di Santa Maria delle grazie costruito intorno al 1700, lungo la navata centrale sono presenti quattro cappelle con la raffigurazione dei Santi venerati. All'interno della chiesa erano conservate molte opere che, nel '900 sono state oggetti di furto. Oltre ai numerosi edifici liturgici che si possono reperire a Scafati, ricordiamo il Polverificio Borbonico, antica struttura in cui si analizzavano le polveri da sparo. Al suo interno c'era una rappresentazione di Santa Barbara patrona degli artificieri. Oggi l'edificio è utilizzato come auditorium. Inoltre l'attuale sede del municipio in tempi remoti era il Palazzo Mayer, abitato dall'omonima famiglia di tradizioni tessili.


COSA GUSTARE
Scafati è nota per l'esportazione di genuini prodotti ortofrutticoli, quali melanzane, carciofi e fagioli. Inoltre le antiche tradizioni vogliono che la pasta tipica del luogo siano gli gnocchi fatti a mano, a cui, ogni anno, in giugno, è dedicata una sagra.


COME ARRIVARE
In auto
Percorrere l'Autostrada A3 Napoli - Salerno, imboccare l'uscita Scafati
Strada Statale Tirrena Inferiore n.18.
In autobus
Autostrada A3 Napoli - Salerno, uscita Scafati
Strada Statale Tirrena Inferiore n.18
In treno
Linea Ferroviaria F.S. Napoli - Salerno
Circumvesuviana linea Napoli – Poggiomarino